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Lo specchio ci fa stare bene…

Specchi antichi, tra storia e moderno

La storia degli specchi è ricca di fascino ed è un susseguirsi di sviluppi culturali e simbolici che sono avvenuti nel tempo. Gli specchi, come li conosciamo oggi, sono il risultato di un lungo processo.

Il concetto di specchio è nato insieme all’uomo ed era interpretato come segno divino o come un qualcosa di “magico”. L’immagine dell’uomo che si rispecchia nell’acqua ricorre già dai miti greci come Narciso che una volta scoperto il suo volto specchiandosi attraverso l’acqua, finì per innamorarsi di sé stesso e morire per punizione divina.

Le prime forme di specchi le possiamo trovare già nell’antico Egitto in cui la bellezza e la cura del corpo avevano un ruolo fondamentale, gli specchi erano oggetti molto costosi ed avevano anche una funzione religiosa e funeraria, grazie alla loro lucentezza venivano considerati simboli della rigenerazione e della vita. Generalmente consistevano in dischi metallici in bronzo ma veniva utilizzato anche il rame e l’argento. A questi dischi veniva unito un piccolo manico che prendeva la forma di una colonnina, o di una figura femminile o di una divinità.

Dalla nascita fino al Rinascimento lo specchio è rimasto un oggetto di piccole dimensioni con custodie spesso fatte di legno, avorio o metalli preziosi. Furono però gli artigiani di Murano, intorno al 1370, a creare degli specchi che assomigliano alle attuali lavorazioni.

Ma perchè l’uomo ha bisogno di uno specchio?

Lo specchio può riflettere la realtà così com’è, spingendo a una maggiore consapevolezza di sè e delle proprie azioni.

Gli specchi aiutano a migliorare la visibilità in spazi ristretti o angolari, possono ampliare visivamente gli ambienti e aggiungere luce naturale o artificiale.

 

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